Direzione didattica di Pavone Canavese

Il dibattito (sulla scuola, ma non solo...) - a cura di Ennio De Marzo

(25.02.2009)

Sanremo, il paradiso sono io !

Continuano gli scavi sul pianeta Terra per riportare alla luce l'antica civiltà che l'ha abitata per alcuni millenni tanti secoli fa. Gli studiosi stanno cercando di decifrare alcuni reperti venuti alla luce di recente in una remota penisola del pianeta. La loro attenzione si è concentrata su alcuni file ritrovati in una scatoletta dotata di schermo piatto e archiviati tutti in una cartella chiamata “Sanremo 2009”, probabilmente un festival culturale. La maggior parte di questi, purtroppo, sono andati distrutti o sono talmente deteriorati da non consentire alcuna analisi, ma altri sono in buone condizioni, come un documento di testo dal titolo “Para parà ra rara” di un certo Frank Head . Alcuni scienziati ritengono si tratti di uno straordinario atto di denuncia contro l'indifferenza della società del tempo, un grido di dolore nei confronti di un mondo destinato a distruggersi con le sue stesse armi. Si legge in uno dei passaggi più significativi: “Non sai cos’è successo / sei chiuso a chiave nel limbo del tuo cesso / ti specchi nello specchio / con un sorriso da scarabocchio”. E ancora: “C’è chi ruba un aeroplano / e non ha i soldi per il Luna Park / para para’ ra rara / c’è chi fabbrica le bombe / e le rivende per la libertà / para para’ ra rara”. Dovevano essere anni molto difficili, caotici e violenti: aerei rubati come fossero noccioline, bombe, grossolane menzogne. Non deve stupire, dunque, che anche intellettuali sicuramente impegnati trovino rifugio nell'amore, come un certo Marco Carta: “quando tutto sembrava ormai spento, nel mio mondo cercavo te, quando tutto sembrava finito guardando il fondo, invece ho sentito che tu sarai la forza mia, la mia strada il mio domani: mio gancio in mezzo al cielo”. Ben altro clima si respira in altri file, alcuni dei quali sonori, come quello di un certo Povia, che se la prende con chi ha gusti sessuali diversi dai suoi, o come in un'opera a firma di Alexia e Mario Lavezzi, probabilmente due sacerdoti di qualche setta del tempo, che cercano di approfittare della situazione speculando sulle sofferenze altrui: “il paradiso sono io, si proprio io!”, esclamano a più riprese.

Ma altri studiosi mettono in dubbio la reale natura di “Sanremo 2009”. Allo studio c'è soprattutto un video nel quale compaiono alcune giovani donne, tutte molto belle, svestite e in rigoroso silenzio; accanto a loro due energumeni scherzano e fanno battute, tra gli applausi di un pubblico particolarmente eccitato. Ebbene, stando a quanto riferiscono gli scienziati, le ragazze sarebbero bottino di guerra ed è molto probabile che la scena sia quella di una macabra asta. Insomma, “Sanremo2009” sarebbe una sorta di giardino zoologico in cui una mandria di disperati si trova più o meno costretta a recitare un copione ad uso e consumo del pubblico. Un clima da caserma, altro che manifestazione culturale, dunque, come confermano gli applausi a comando, gli schiamazzi, le urla, i fischi che caratterizzano tutto l'evento. Che si tratti di prigionieri o di altre categorie sociali poco importa: i protagonisti sono lì per soddisfare i gusti di un pubblico che mostra una pochezza culturale che non ci si aspetta da una civiltà che ha raggiunto simili livelli, se è vero, come sostengono tutti gli studiosi impegnati nelle ricerche, che “Sanremo2009” è stato trasmesso in tutto il pianeta, e per diversi giorni, attraverso mezzi elettronici sofisticatissimi.

Rimane un ultimo file, un video che non sembra affatto appartenere a “Sanremo 2009”. E' probabile che l'ignoto proprietario abbia deciso di archiviarlo in quella cartella per le evidenti analogie tra i due eventi. Il video, infatti, mostra un uomo tutto sorridente, esattamente come quelli dell'asta di guerra, impegnato a scherzare con un pubblico che ricorda molto da vicino quello di Sanremo. Ma quale sia il significato delle sue parole rimane a tutt'oggi un mistero. Riportiamo il discorso all'attenzione del lettore, nella speranza che possa aiutare gli scienziati risolvere l'enigma: La sapete quella del campo di concentramento? Un kapò dice: 'Per foi ho una puona notizzia e una meno puona. Qvella puona è che metà di foi saranno trasferiti in un altro campo'. Tutti gridano evviva e chiedono quale sia la notizia cattiva. 'Qvella meno puona è che la parte di foi che sarà traferita è qvella ke va dalla cintola in giù'.

 torna indietro